Rom-com natalizie discutibili e dove trovarle

Avete presente il classico stereotipo del millennial che da qualche tempo a questa parte si materializza in film e telefilm? Quello che (tra i mille e più tic caratteriali che ha) afferma che sì, gli possono anche piacere cose discutibili, ma va bene perché gli piacciono ironicamente?

Bene, quella sono io. Niente sindrome da special snowflake (millennial si diceva), si sa che il gusto per il trash è sempre più diffuso (sempre ironicamente, sia chiaro) e francamente non me la sento di criticare nessuno: con i suoi picchi di melodramma spiccio, situazioni ridicole e nonsense (tassativamente non volute, sennò che gusto c’è?), il meraviglioso mondo del trash rappresenta un comodo interruttore per zittire i problemi della vita reale e spengere per un po’ il cervello (a patto che ogni tanto lo si riaccenda).

Negli ultimi due anni la mia sindrome filo-trashista ha trovato terreno fertile su un campo ben preciso. Complice Netflix (non so bene dove venissero trasmesse queste piccole chicche cinematografiche prima dell’avvento dello streaming e sinceramente non sono sicura di volerlo sapere) e un film appartenente alla categoria che è diventato virale (sì, un film virale), l’anno scorso sono precipitata nell’oscuro vortice delle commedie romantiche natalizie (*).

E voi penserete: e quindi? Love Actually? L’amore non va in vacanza? No, vi piacerebbe. Non parlo delle commedie romantiche mainstream, quelle con i cast di serie A, facce conosciute e tour promozionali per tutto il globo. Esiste un sottobosco molto fitto e per niente variegato di commedie romantiche natalizie di serie D che fiorisce e prospera su Netflix man mano che ci si avvicina a dicembre.

Sono film deliziosamente tutti uguali, con attori che forse avrete intravisto in qualche telefilm (ma non ne siete del tutto sicuri), storie d’amore al cento per cento assurde, piccoli stati monarchici dai nomi tutti uguali (Aldovia, Belgravia, Mangrovia, Seredovia), sceneggiature assurde, dialoghi imbarazzanti, coppie protagoniste che hanno la stessa chimica che c’è tra Studio Aperto e un servizio ben fatto, una quantità inquietante di finti Chris Evans a buon mercato usciti da un catalogo Upim, personaggi secondari che scavalcano il limite del ridicolo e del macchiettistico, set incredibilmente edulcorati, pieni di lucine, ghirlande, alberi di Natale, suggestivi castelli innevati situati chissà dove (Wyoming? Ohio? Iowa? Texas?) con mucchi di neve finta (perché sono quasi del tutto certa che questi film vengano girati ad agosto). Insomma, il piatto è ricco e mi ci ficco volentieri. Anzi, più è assurdo e meglio è.

Le commedie romantiche natalizie (ma non solo queste) peggiori (e quindi le migliori) sono il corrispettivo cinematografico dei romanzi Harmony: sono tutti uguali, hanno tre trame a rotazione e finiscono sempre bene. In un certo senso sono anche il corrispettivo “per tutta la famiglia” dei film porno: domina la superficialità più assoluta, i personaggi stabiliscono relazioni profonde dopo dieci secondi di frequentazione, sappiamo tutti dove andranno a parare, speri solo che t’intrattengano e che non siano troppo sessisti.

Insomma, tutta questa lunga autogiustificazione per introdurre questa rassegna (assolutamente non richiesta) di commedie romantiche natalizie, che trovate su Netflix, giudicate secondo l’insindacabile parametro della godibilità (perché di qualità non c’è neanche l’ombra).

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nat2Un principe per Natale (A Christmas Prince)

Non posso che iniziare dalla ragion d’essere di questa lista: Un principe per Natale, commedia originale Netflix diventata virale quando l’account Twitter della piattaforma streaming ha rivelato che più di 50 abbonati avevano visto il film non meno di 18 volte in meno di un mese. Ovviamente mi sono sentita subito in dovere di vederlo coi miei occhi (trash-detector a me!): niente è stato più lo stesso.

La storia: Amber, un’aspirante giornalista di New York, viene inviata contro la sua volontà nel pittoresco regno di Aldovia per seguire l’ascesa al trono del giovane principe Richard, che (nessuna sorpresa) gode di una pessima reputazione. Amber riesce a introdursi di soppiatto nel castello e a spacciarsi per l’insegnante privata della sorella di Richard, la principessina Emily. Emily ci mette poco a scoprire chi è veramente Amber, ma non la smaschera: le permetterà di restare se Amber accetterà di rivelare al mondo la vera sfavillante, compassionevole, altruistica personalità di Richard. Sappiamo tutti come andrà a finire. Non mancano nobili arcigni che tramano nell’ombra, test di paternità e, strano a dirsi, ci scappa persino il morto.

Livello di godibilità: medio.

Picco trash: il look del principe alla sua prima apparizione.

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nat3Un principe per Natale – Il matrimonio reale (A Christmas Prince: The Royal Wedding)

Pensavate fosse finita qui? Be’, vi sbagliate di grosso. La hit di Netflix fa il bis con un sequel al retrogusto di lotta sociale (purtroppo sono seria) trattato con la stessa superficialità di tutto il resto.

La storia: il matrimonio natalizio di Amber e Richard è alle porte. Ma Aldovia è in guai seri: il piano di modernizzazione di Richard sta andando a rotoli e il paese è in ginocchio, le aziende chiudono, i cittadini perdono il lavoro e il principe non sa far altro che incombere con espressione costipata-corrucciata agli angoli delle sale del palazzo. È talmente preso a tenere il muso senza fare concretamente un bel niente che non ha il tempo di stare con la sua fidanzata, lasciandola in balia dei nazisti dell’etichetta e del protocollo reale e di un wedding planner indiano che ambisce alla palma di personaggio “Tutti gli stereotipi + 1”. Aldovia è nei guai e nessuno sa perché e poi è Natale quindi ne riparliamo il 7 gennaio. Amber però si ricorda di essere una giornalista e indaga fino a scoprire la verità.

Livello di godibilità: medio-alto.

Picco trash 1: In salotto, Amber tiene sotto tiro il cattivo della situazione con arco e frecce nonostante la situazione non richieda niente del genere.

Picco trash 2: il film si conclude con una conga.

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nat4Nei panni di una principessa (The Princess Switch)

La storia: Stacy è una stucchevole pasticcera ventenne con una fortunata attività in quel di Chicago (questa è la parte più assurda). Le piace pianificare tutto e non sa cosa sia la spontaneità. Il suo collega, l’inutilmente attraente padre single Kevin (che mi pare più adatto a un film vietato ai minori), la iscrive a un concorso culinario nel regno di Belgravia, perché Stacy è anche la miglior pasticcera del mondo. Dopo varie discussioni (e una fidanzata snob, di quelle che in questi film non mancano mai), Stacy accetta di partire con Kevin e sua figlia. A Belgravia, un simpatico regno pieno di neve finta, decorazioni natalizie anche nei bagni e vecchini magici, Stacy incapperà nella futura regina, Lady Margaret, che ha la sua stessa identica faccia e l’ambizione di diventare la sosia ufficiale di Jackie Kennedy con accento British. Come nella migliore delle tradizioni, Lady Margaret propone uno scambio di persona che cambierà tutto per tutti.

Livello di godibilità: medio-alto.

Picco trash 1: Kevin che entra in camera di Margaret inutilmente seminudo, chiedendo il dentifricio in prestito e rivelando agli spettatori d’essere un padre single sexy.

Picco trash 2: Kevin e Margaret, entrambi commossi, che guardano Un principe per Natale su Netflix. Non sto scherzando.

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nat7Il calendario di Natale (The Holiday Calendar)

La storia: Abby è un’aspirante fotografa costretta a guadagnarsi da vivere scattando foto per passaporti e biglietti di Natale, quando in realtà vorrebbe inseguire i suoi sogni e fotografare ombre in giro per la città. È povera in canna, ma vive in un loft gigantesco che nessuno sa come possa permettersi (come sempre, per i millennial è questa la parte più assurda). Entra in scena il suo miglior amico, Josh, che però è solo questo: misteriosamente attraente, ma solo il suo miglior amico (so che sapete già dove sto andando a parare). Abby riceve in dono dal nonno (interpretato da Ron Cephas Jones, recentemente visto in Venom, un altro capolavoro trash) un calendario dell’avvento vintage. Che guarda caso è anche magico: ogni giorno il calendario si aprirà per rivelare una piccola miniatura che a sua volta anticiperà il futuro. In questo modo, Abby imparerà a togliersi i prosciutti dagli occhi e a dare una scossa alla sua vita.

Livello di godibilità: medio (perché aveva il potenziale per non essere un film trash).

Picco trash: Abby che guarda Un’eredità per Natale su Netflix. Di nuovo, non sto scherzando.

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nat6Un’eredità per Natale (Christmas Inheritance)

La storia: Ellen è una ricca e scapestrata ereditiera, figlia del presidente di un’azienda di regali (davvero) e fidanzata col classico bellimbusto (corrispettivo maschile della fidanzata snob). Nel tentativo di metterle un po’ di sale in zucca, suo padre le dà il compito di portare un biglietto al suo socio in affari a Snow Falls, la cittadina di cui è originaria anche la famiglia di Ellen, ma sotto mentite spoglie. Una bufera di neve la blocca a Snow Falls (nomen omen) ed Ellen sarà costretta a spacciarsi per una cameriera per guadagnarsi da vivere. Entra in scena Jake, la copia tarocca di Chris Evans, il classico bravo ragazzo che ha subito un grave trauma: è stato mollato dalla moglie sulle note di Silent Night e adesso non riesce più ad ascoltare la canzone senza avere le convulsioni (e noi con lui). Riuscirà Ellen a imparare il valore dell’umiltà e del duro lavoro e a trovare il vero amore? Chissà.

Livello di godibilità: medio (i due attori hanno una qualche parvenza di chimica, impedendo al trash di proliferare a dovere).

Picco trash: la divisa laterale di Jake, che tra un’opera di beneficenza e l’altra realizza anche sculture di ghiaccio.

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nat5Matrimonio sulla neve (Christmas Wedding Planner)

La storia: Kelsey, interpretata dalla Zooey Dutch dei povery, è una giovane wedding planner (senza un sito, senza assistenti, senza un nome, senza niente) che sta organizzando il matrimonio della cugina Emily (la cui intera personalità è “sorridere immotivatamente”). Ma ecco che entra in scena Connor, che ufficiosamente lavora come modello di cataloghi dei grandi magazzini, mentre ufficialmente fa l’investigatore privato e il proprietario di un ristorante italiano. Qualcuno gli ha dato il compito di indagare su Todd, il fidanzato di Emily, e ovviamente si prospettano guai. Connor non ha mai saputo recitare in vita sua e guardare lui e Kelsey insieme è un po’ come assistere al corteggiamento di due assi da stiro. Connor le propone quindi di allearsi per scoprire se Todd ha qualche oscuro segreto. Ci sarà? Chi lo sa. Quel che è certo è che il film si conclude con un matrimonio. Il film è basato su un Harlequin (un Harmony) e nessuno è sconvolto.

Livello di godibilità: alto (il ridicolo si spreca).

Picco trash: in un’epoca in cui persino le principesse Disney sanno che non ci si sposa dopo 48 ore di frequentazione, sono contenta di comunicare che le commedie romantiche natalizie di serie D (e quindi gli Harmony) non hanno ancora ricevuto l’aggiornamento software.

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nat1Lo spirito del Natale (The Spirit of Christmas)

La storia: Kate fa l’avvocato e il lavoro è tutta la sua vita. Il suo capo la manda in Vermont a fare la stima di una pensione che dev’essere venduta: l’unico problema è che la locanda è infestata da un fantasma. Il fantasma si chiama Daniel ed è interpretato dal modello della sezione hipster del catalogo dell’Upim nonché aspirante Henry Cavill. Daniel, morto in circostanze misteriose, torna a infestare la pensione durante i Dodici Giorni di Natale e non ha intenzione di permettere a Kate di chiudere la vendita. Non resta altro che spezzare la maledizione, liberarlo e vivere per sempre felici e contenti con qualche sporadico flashback dell’era del proibizionismo.

Livello di godibilità: medio-alto.

Picco trash: la scena del fantasma seminudo e muscoloso che si stira plasticamente la camicia.

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Si conclude qui la mia rassegna di commedie romantiche natalizie disponibili su Netflix. Un grazie di cuore a Netflix, a chi paga Netflix e a chiunque vorrà consigliarmi altri capolavori cinematografici del genere. Fino ad allora, buon Natale!

(*) Ci tengo a precisare che se questi film vi piacciono non ironicamente va benissimo. Il trash di qualcuno è sempre il tesoro di qualcun altro, no?

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